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Ricalcolo consumi in bolletta: cos’è e come difendersi
di Erika | 02-10-2018 | News Gas e Luce[""]


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153.03 €/MESECon l’inizio dell’autunno aumenta il rischio, per i consumatori, di ricevere maxi-bollette della luce e del gas giustificate con la voce ricalcolo consumi. Si tratta di un rischio concreto dal momento che la Legge di Bilancio 2018 ha stabilito il divieto, per i fornitori di energia, di emettere bollette di conguaglio relative ai consumi rilevati nei 5 anni precedenti. A partire dal marzo del 2018 l’arco di tempo massimo che potrà essere oggetto di conguaglio sarà infatti di due anni. Una novità importante a beneficio dei consumatori che però verrà applicata gradualmente. Il divieto di emettere bollette di conguaglio relative a periodi superiori ai due anni è scattato prima per i fornitori di energia elettrica a partire dal marzo del 2018 a cui seguiranno i fornitori del gas a partire dal 1° gennaio del 2019 e, infine, dalle utenze dell’acqua a partire dal 1° gennaio del 2020. Viste le nuove regole, il rischio che i fornitori di energia approfittino della situazione per inviare le loro ultime maxi-bollette di conguaglio è molto alto. Per questo motivo è bene che i consumatori conoscano i loro diritti e soprattutto sappiano come difendersi. Scopriamo insieme cosa è il ricalcolo consumi e come comportarsi nel caso in cui riceviate una maxi-bolletta.
Sommario
Ricalcolo consumi in bolletta: cos’è
Cos’è il ricalcolo consumi in bolletta ce lo spiega l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti – ARERA – sul suo sito web. La voce ricalcoli all’interno delle bollette della luce e del gas comprende gli importi già fatturati in bollette precedenti ma calcolati nuovamente a causa di modifiche sui consumi o sulle tariffe applicate. I ricalcoli consumi si possono verificare quando le nostre bollette precedenti sono state pagate in base a letture o a consumi stimati e non effettivi; quando si è verificato un malfunzionamento del contatore che rende necessaria una ricostruzione dei consumi del cliente; quando subentrano delle modifiche alle tariffe applicate legate ad esempio a sentenze del Tribunale. I ricalcoli possono dar luogo sia a un debito che a un credito con il cliente finale. Dunque, stando a quanto riportato dall’ARERA, i ricalcoli consumi in bolletta sono perfettamente in linea con la normativa vigente. Tuttavia, per evitare qualsiasi tipo di abuso da parte delle compagnie fornitrici di energia, è bene che i cittadini conoscano i propri diritti per potersi difendere. Ecco allora un vademecum su come comportarsi nel caso in cui riceviate una maxi-bolletta di conguaglio da parte del vostro fornitore di energia elettrica o del gas.
Ricalcolo consumi in bolletta: come difendersi
Innanzi tutto controllate il periodo a cui il conguaglio si riferisce. Se il lasso temporale supera i due anni, allora il conguaglio dovrà essere annullato. La procedura da seguire prevede quindi l’invio di un reclamo scritto alla società fornitrice di energia. Questo primo passo è il più importante. Vi consigliamo di non chiamare il servizio clienti dal momento che il contatto tramite telefono non lascia nessuna traccia documentabile che dovrete poi presentare davanti al giudice. E’ importante quindi inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’azienda in cui contestate gli importi fatturati indebitamente. I siti web dei principali operatori di energia hanno al loro interno dei moduli che potete facilmente scaricare e utilizzare. Nel reclamo scritto da inviare ricordate di digitare tutti i dati più importanti: nome e cognome, codice fiscale oppure partita iva, indirizzo della fornitura, il vostro recapito telefonico, il vostro codice cliente e, infine, il codice POD nel caso di contestazione della bolletta dell’energia elettrica o PDR nel caso di contestazione della bolletta del gas. Una volta ricevuto il reclamo, l’azienda avrà a disposizione 40 giorni per rispondere. Se il reclamo verrà rigettato oppure non ricevete nessuna risposta entro i 40 giorni previsti dalla legge, allora dovrete rivolgervi allo Sportello del Consumatore, il servizio istituito dall’ARERA allo scopo di risolvere le controversie che si verificano tra cliente e fornitore. L’iter per la segnalazione allo Sportello del Consumatore prevede la registrazione al sito web e la compilazione di un modulo di reclamo da stampare e inviare tramite email all’indirizzo reclami.sportello@acquirenteunico.it; tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo Via Guidubaldo Del Monte 45, 00197, Roma (Sportello per il Consumatore di Energia ℅ Acquirente Unico – Ufficio Reclami; tramite fax al numero 800 185 185. Dopo aver esaminato il caso, lo Sportello convocherà il consumatore e l’azienda fornitrice per la procedura di conciliazione con cui si cercherà di trovare un accordo tra utente e società. Questa fase dovrebbe concludersi entro 60 giorni a partire dall’invio del reclamo.
Come evitare le maxi-bollette
Come abbiamo visto, la procedura per l’invio del reclamo è piuttosto lunga e molti consumatori preferiscono pagare piuttosto che entrare nel tunnel della burocrazia per chiedere un rimborso. Ci sono tuttavia degli accorgimenti che possiamo seguire per evitare le maxi-bollette di conguaglio. Prima di tutto è consigliabile controllare sempre gli importi delle fatture. Se, ad esempio, tali importi sono sempre uguali, è molto probabile che stiate ricevendo delle bollette calcolate sui consumi stimati e non su quelli effettivi. Se è così, prima o poi l’azienda fornitrice di energia dovrà necessariamente procedere a un conguaglio. Un altro motivo potrebbe essere il malfunzionamento del contatore oppure l’impossibilità di accedere al contatore da parte dei funzionari del fornitore. Qualunque sia il vostro caso, il nostro consiglio è quello di comunicare sempre l’autolettura per evitare qualsiasi ricalcolo futuro sui consumi. Non sapete come fare un’autolettura? Leggete alcune delle nostre guide su come fare l’autolettura Enel Gas o quella di Eni Gas.
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