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Batterie al grafene per auto elettriche: le cose che devi sapere
di Fabio Caliendo | 09-10-2022 | News NoleggioBatterie a stato solido. Saranno il futuro delle auto elettriche? Ecco cosa sappiamo sul grafene

Non si fa altro che parlare di auto elettriche. Con queste però, ora si è aggiunto dell’altro, ovvero le batterie a stato solido. Saranno il futuro? E’ molto probabile, visto che permettono di incrementare l’autonomia delle auto elettriche. Tutto questo, perché il non poter fare “il pieno” di elettricità durante un viaggio, è più che uno spauracchio. Una curiosità, le batterie a stato solido, derivano da quelle utilizzate sui pacemaker. Le batterie al grafene, sono dunque il (probabile) futuro.
Sommario
Batterie al grafene: sono più “veloci”
Il vantaggio assoluto delle batterie al grafene? Beh, sfruttano la capacità di immagazzinare in tempi rapidissimi energia in maniera statica sulla loro superficie. Quindi più è grande più elettroni contiene e maggiore sarà la vita di una batteria. Questione di densità energetica, per arrivare ad una promessa: maggiore autonomia, tempi di ricarica inferiori, e minore infiammabilità. Come tutti sappiamo, al momento le batterie montate sulle nostre auto sono batterie al litio, come quelle degli smartphone per capirsi. Queste, sfruttano una sostanza liquida (gel), l’elettrolito, per via del quale riescono a trasmettere energia elettrica dall’anodo (negativo) al catodo (positivo). Naturalmente la trasmissione di l’energia produce calore. Parlando delle batterie al grafite, l’elettrolito è solido, quindi si riescono a mantenere temperature inferiori. Inutile entrare nello specifico, poiché si parla di chimica e materiali, ma al momento si punta al grafene. La domanda è: perché il grafene?
Perché il grafene?
Per quale motivo si è pensato e si sta puntando al grafene? Perché parliamo di un materiale altamente flessibile, più resistente dell’acciaio e scarsamente soggetto al logorio. Come accennato poi, le batterie al grafene riescono ad immagazzinare energia in maniera rapidissima. Gli studi effettuati sugli smartphone, parlano di settimane di autonomia per pochi secondi di ricarica. Insomma, cariche a maggiore durata e ricariche più veloci, cosa volere di più?
Le attuali batterie al litio, non possono andare oltre i 45° gradi durante la fase di ricarica, mentre in fase di scarica non vanno superati i 60°. Questo per evitare l’innesco di pericolose reazioni chimiche. Le batterie a stato solido, sopporterebbero meglio tutto questo. Essendo poi ricaricabili in pochi secondi, si pensa anche ad una riduzione del volume occupato nell’auto, senza contare a questo punto, un peso inferiore. Ci saranno degli svantaggi, domanderete. Sì, costi elevati e difficoltà di reperimento dei materiali. A questo, si aggiunge la difficoltà di avere un “materiale stabile”.
Non parliamo poi degli alti costi di produzione, stimati in otto volte in più delle attuali litio. E’ però giusto che le Case automobilistiche investano e approfondiscano la cosa, poiché il gioco vale la candela. Si parla già delle prime realizzazioni per il 2025. Non resta che aspettare e vedere cosa succederà. Di sicuro, la tecnologia non si ferma mai! Al momento, Gac Group ha avviato i test finali sul crossover Aion V.
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